Bistecchiere quadrate, rettangolari o rotonde: qual è meglio?

Avete mai fatto caso alla forma di una bistecchiera? La maggior parte di queste speciali padelle sono di forma quadrata, a differenza di una minoranza di modelli rotondi o rettangolari. La bistecchiera di forma quadrata è più efficace durante cotture grigliate perché ha una superficie più ampia ma al tempo stesso compatta e gli angoli tendono a mantenere alte temperature di calore per periodi più lunghi. Per una cottura efficace, una padella a temperatura uniforme è la migliore. In quanto a grigliare il cibo in modo più omogeneo. A fare la differenza per la qualità di una buona bistecchiera entrano in gioco i materiali, i migliori trattengono il calore ad alte temperature, ghisa in primis, in grado di trattenere il calore più a lungo. Acciaio inossidabile o alluminio anodizzato, invece, sono tipici di bistecchiere pratiche e leggera che, però, non trattengono il calore a lungo.

Le bistecchiere possono presentare esterni smaltati, in particolare i modelli trattati sono durevoli e migliorano dopo ogni utilizzo, mentre le pentole con rivestimento in smalto sono più facili da pulire a differenza della bistecchiera in acciaio inossidabile o anodizzato non patinata più ostica da lavare perché i grassi espulsi dai cibi spesso entrano in padella incrostandosi nei meandri della piastra increspata, complicando le operazioni di pulizia. Fondamentalmente facile da usare e pulire, la bistecchiera presenta un bel package di vantaggi, lasciando sui cibi la propria impronta che si traduce in quei segni di bruciatura che fanno sembrare il cibo come se fosse grigliato al barbecue, con quelle striature scure che gratificano l’occhio e il gusto. Non è necessario un giardino o un terrazzo per grigliare perché la bistecchiera si adatta perfettamente al piano cottura o al forno.

Se è un modello rettangolare collocabile su due fornelli si può anche risparmiare tempo cucinando più pietanze contemporaneamente. I modelli reversibili che si ribaltano e fungono da piastra chiusa dai coperchi possono essere utilizzati per preparare frittelle, pancetta e uova fritte. Le increspature della piastra permettono ai grassi animali di colare direttamente sulla piastra in modo da non dover mangiare cibi eccessivamente grassi, che possono essere pericolosi per la salute. I migliori modelli e le ‘new entry’ approdate sul mercato di riferimento in questa pagina sulle bistecchiere di ultima generazione.

Sbattitore con o senza ciotola? Pro e contro

Se a qualcuno viene l’idea di acquistare uno sbattitore elettrico, molto probabilmente è perché si è stancato di montare a mano albumi, creme e maionesi. A forza di montare vari composti con la sola forza delle braccia, quel qualcuno si accorgerà che potrà ottenere un risultato migliore senza fatica e in pochi minuti. Come? Usando lo sbattitore. Infatti questo pratico elettrodomestico, basilare in cucina, è disponibile in vari modelli, con contenitore o senza, a seconda delle preferenze soggettive. Al pari dell’impastatrice planetaria lo sbattitore provvista di ciotola è uno strumento in grado di funzionare in piena autonomia, ma da questa differisce per la dinamica delle fruste che nell’impastatrice ruotano senza aderire alle pareti della ciotola, mentre nello sbattitore arrivano a toccare il fondo per raccogliere tutto l’amalgama.

I migliori sbattitori sono dotati di ciotola ruotante e para-schizzi, una differenza dai modelli più basici e mediocri che si fa sentire anche nel prezzo. Questa caratteristica, però, appesantisce lo strumento che risulta meno maneggevole e più ingombrante, pur restando più versatile dello sbattitore senza ciotola. A prescindere da questa differenza, sono molti altri gli aspetti da considerare nella scelta di un buon modello, come ad esempio la qualità delle fruste, la potenza del motore, le modalità di pulizia dell’apparecchio e l’assemblaggio dei materiali. Entrando più nel merito di questi aspetti, si ci può soffermare sul tipo di fruste, che sono diverse a seconda delle preparazioni.

In particolare, esistono fruste in grado di impastare, montare o mixare, mentre per quanto riguarda la velocità dipende molto dalla potenza che varia, in media, dai 150 ai 450 watt, attraversando tutta la gamma di modelli sul mercato, dai più economici e meno performanti ai top di serie. E’ preferibile scegliere un modello che consenta di regolare la velocità e la potenza per lavorare al meglio i composti in base alla consistenza.  Anche i materiali contano e condizionano la resistenza e la durata dell’articolo. Meglio di ogni altro è l’acciaio, le fruste di plastica sono di serie B, mentre sul piano della manutenzione, si consiglia l’impiego di un panno umido e il lavaggio delle fruste in acciaio nella lavastoviglie.

Tenere pulito il frigorifero: un’attenzione indispensabile per farlo durare bene e a lungo

Tenere pulito il frigorifero: un’attenzione indispensabile per farlo durare bene e a lungo
Mantenere pulito il frigorifero non è cosa facilissima ma dee essere effettuato con regolarità perché è fondamentale al fine di evitare sia di sprecare cibo sia di avere cattivi odori al suo interno.
La “vita” dell’apparecchio sarà inoltre più lunga. E questo ci porta a considerare che se dovete cambiare il frigorifero, anzitutto valutate la reale  necessità e se questa non possa essere evitata con qualche accorgimento. Se avete deciso per il cambio, allora per decidere quanto meglio si adatta alle vostre esigenze, allora informatevi bene seguendo i contenuti di questo sito https://sceltafrigo.it che sono molto dettagliati e vi daranno ottimi suggerimenti per essere poi soddisfatti della vostra scelta. Consigliamo in particolare di visitare la pagina sui migliori congelatori in commercio

Parlavamo di pulizia del frigorifero fondamentale perché non dimentichiamo che al suo interno possono annidarsi germi che possono provocare intossicazioni alimentari e comunque danni alla nostra salute.
Perciò ogni quanto tempo va pulito il frigorifero? Non c’è una regola ma diciamo che una volta al mese sarebbe ottimale
Per una pulizia approfondita occorre prima svuotare completamente i ripiani e i cassetti del frigorifero staccando prima la spina. Tutto ciò che non serve, che è scaduto, i vasetti aperti da troppo tempo, va buttato. Diciamo che questo controllo andrebbe effettuato a cadenza almeno settimanale proprio per evitare la proliferazione dei germi ma anche per evitare sprechi inutili di cibo.Al termine ogni ripiano e cassetto vanno lavati ed è consigliabile utilizzare prodotti naturali come limone, aceto e bicarbonato per avere non solo igiene ma anche l’eliminazione totale dei cattivi odori.
L’aceto è tra i prodotti più usati per la sua particolare capacità di contrastare gli odori persistenti, è un ottimo detergente che potrebbe anche non essere necessario rilavare ma semplicemente asciugare bene con un foglio di carta-casa.
Il limone è anch’esso usato molto nelle pulizie e per il frigorifero è fondamentale perché è un disinfettante naturale, inoltre cancella gli odori cattivi. Mescolate acqua e limone e passatela su tutte le superfici aiutandovi con uno spruzzino che avete in casa. Poi passate un panno o un panno-carta e asciugate bene.

Seggiolini per auto e sistema isofix


Il mercato dei seggiolini per auto si è ampliato moltissimo, infatti possiamo trovare davvero moltissimi e diversi modelli in commercio. Per sceglierlo non dobbiamo solo pensare strettamente all’estetica ma anche alla comodità per il bambino. Schienali reclinabili, taglia giusta per il bambino e cuscini comodi sono la base per farlo viaggiare in maniera comoda e tranquillamente. Poi dovremo anche pensare di considerare con attenzione la praticità stessa del seggiolino, infatti sono consigliati modelli che possano essere montati e smontati tranquillamente, e modelli che si possono girare, comodissimi per posizionare e imbracare il bambino in un attimo. I materiali del seggiolino sono altrettanto importanti perché ci permettono una buona traspirabilità, essenziale per il piccolo data la sensibilità della sua pelle. Buoni materiali che siano anche facilmente smontabili e lavabili, dato che dovremmo spesso lavare lo schienale.

Oltre a tutte queste avvertenze o consigli ci sono anche i sistemi di sicurezza. Nei seggiolini ci sono diversi sistemi possibili di sicurezza da considerare, ma di sicuro il sistema isofix è quello che avrete letto più spesso ma del quale non sapete tutte le caratteristiche.

Il sistema isofix è una tipologia di sistema di ritenuta che viene inserito di fabbrica nei nuovi modelli di auto proprio per i seggiolini. Potete individuarlo dalle asole poste nei sedili posteriori che presentano la scritta “isofix”. Questo sistema di aggancio è particolare perché va a fissare il seggiolino direttamente alla carrozzeria del veicolo, impedendo quindi il ribaltamento in caso di impatto. E’ un sistema che dal 2006 viene inserito in tutti i modelli di auto ed è universale nelle vetture europee. Brevettato dopo i dovuti crash test ha dimostrato di essere il più sicuro in circolazione in caso di incidente, e quindi ottenere maggiori risultati rispetto all’aggancio tradizionale che c’era prima del seggiolino.

Esteticamente i seggiolini con aggancio isofix non differiscono dagli altri, solo presentano una serie di imbracature diverse dai precedenti. L’unica differenza è che permette il bloccaggio del seggiolino direttamente al sedile posteriore, e viene collegato all’auto stessa, inoltre presenta anche un ancoraggio superiore per aumentare il fissaggio del dispositivo all’auto. Per scoprire quali sono i seggiolini auto isofix visitate il sito https://miglioreseggiolinoauto.it/

Le ultime trovate della tecnologia nei frullatori a immersione

Tutti ce l’hanno e chi non ce l’ha lo vuole. Un desiderio esaudibile sia per la varietà di frullatori a immersione sul mercato dei piccoli elettrodomestici da cucina, sia perché ormai se ne trovano facilmente, dentro o fuori la rete, per tutte le tasche, anche a poche decine di euro. Attenzione, però, alla qualità, spendere 20 o 30 euro per un mixer con le lame di plastica equivale a buttarle dalla finestra, quindi occhio alle caratteristiche da valutare nella scelta di un buon frullatore a immersione. Cosa guardare? Beh, intanto la potenza, se è vero com’è vero che per fare un buon lavoro di tritaggio o frullaggio (scusate i neologismi) lo strumento deve avere una bella carica, anche in relazione alla consistenza dei cibi sottoposti al trattamento.

La potenza nasce dal wattaggio del motore, che è un elemento da considerare fra i primi. I frullatori basici, dotati di motori mediocri, non riescono a macinare masse di alimenti compatti, in caso di sforzo si surriscaldano mettendo a repentaglio il funzionamento dell’apparecchio. Ciò non succede in presenza di un buon motore, proprio come avviene per le macchine, infatti di macchina si tratta per quanto semplice e in miniatura. Bisogna sempre tener presente che una potenza mediocre non dà al mixer la spinta per tritare, ad esempio, alimenti crudi e consistenti, per cui il suo utilizzo potrebbe essere limitato e, per così dire, a metà.Nei migliori modelli di frullatore a immersione presenti sul mercato, ben illustrati in tutte le specifiche caso per caso su www.frullatoreaimmersione.it dove troverete anche cosa si può preparare e ricette, il motore può anche essere silenziato e, quindi, muto in fase di funzionamento dello strumento, il che riduce al minimo quel fastidioso ronzio che si avverte mentre lo si usa. Altra variabile da considerare è la velocità, più o meno rapida a seconda dei modelli basici o semiprofessionali, gli ultimi modelli presentano più opzioni di velocità, che arrivano a performance degne di note per un elettrodomestico così piccolo, ma grande nelle prestazioni. Per finire, un cenno alla struttura e al design. Il corpo di un frullatore a immersione si presenta, generalmente, allungato per non dire stilizzato, magro e performante, il che contribuisce anche a conferirgli un certo non so che di eleganza.

Lavatrice, a ogni tessuto il suo ciclo

Al pari di tutti gli elettrodomestici, anche le lavatrici sgomitano sul mercato per accaparrarsi a tutti i costi un posto al sole sull’Olimpo dei migliori modelli in commercio, ma più che mirare al primato il consumatore cerca risposte in grado di soddisfare le proprie esigenze. Ogni scelta corrisponde a un compromesso, sta di fatto che se si vorrà di più si dovrà anche essere disposti a spendere di più. Ogni persona e ogni famiglia ha esigenze soggettive, a cui un elettrodomestico così basilare come la lavatrice è chiamata a dare risposte. Come e dove scegliere il proprio tipo di lavatrice? Indifferente se in negozio o sul web, l’importante è che ci soddisfi e non maltratti il nostro guardaroba.

Al giorno d’oggi, il ventaglio di programmi di una moderna lavatrice è smisurato. I programmi vanno analizzati con attenzione, facendo ricorso anche al buon libretto di istruzioni per scoprire quanti vantaggi offrono all’utente. Grazie ai programmi si può scegliere il ciclo di lavaggio e la giusta temperatura, ma oggi è anche possibile fare cose turche con una lavatrice di ultima generazione, in grado di lavaggi misti o di tecnologie ibride, anche tramite l’uso di app dedicate. Vediamo, allora, i principali programmi basici che ormai fanno parte di tutti o quasi i modelli di lavatrice in commercio, come si legge in dettaglio su www.lavatricemigliore.it.

I cicli vanno a braccetto con i tessuti, per ognuno c’è un ciclo di lavaggio diverso. Ad esempio, il classico ciclo cotone è quello basico per eccellenza, il più comune e utilizzato in base ai capi più indossati in tutte le stagioni. Per questo ciclo si può anche osare con le temperature calibrando la manopola sui 90 gradi se lo sporco lo chiede. Cosa da evitare nei cicli delicati, che prevedono temperature decisamente calmierate per non rovinare i tessuti, di solito sui 30 gradi e mai oltre i 40. Che dire del ciclo lana? Un altro parecchio gettonato per noi amanti dei maglioni e degli altri indumenti di questo materiale caldo e naturale. Anche qui temperature rigorosamente basse per non ritrovarsi poi con il maglioncino del cuore ristretto e infeltrito.

Segnaliamo l’articolo sugli ottimi modelli di lavatrici slim o salvaspazio.

Lavastoviglie, i top di gamma a incasso e non

Perché una lavastoviglie non dovrebbe mai mancare in cucina? Non tutti ce l’hanno, ma vuoi mettere una macchina che lava i piatti al posto tuo? No, non stai sognando, esiste e anche da un bel pezzo, solo che oggi la lavastoviglie è un’altra cosa, è diventata una macchina ‘intelligente’ che ci aiuta e ci fa risparmiare. Vediamo come. Intanto, la lavastoviglie è instancabile. Non è come noi che ci spaventiamo a vedere pile alte come montagne di piatti da lavare. Lei, al contrario, più ce n’è, meglio è. Lava grandi quantità di stoviglie senza fatica e senza consumi, anzi è più virtuosa quando è piena che se la si attiva a mezzo carico, per quanto esistano nei modelli più recenti anche funzionalità che permettono cicli di lavaggi anche a macchina semivuota.

La scelta viaggia sia online che fuori, nel primo caso con più possibilità di intercettare le migliori offerte e leggere recensioni di utenti per farsi un’idea, nel secondo con più facoltà di informarsi chiedendo informazioni specifiche a professionisti del settore o agli stessi esercenti dei negozi specializzati. Fatto questo, non resta che tuffarsi nel mare delle offerte di mercato, dove è possibile pescare una ‘rete’ di modelli che possono fare, o meno, al caso nostro. Per consumi limitati si possono scegliere lavastoviglie di classe A o simili, anche con capienze importanti, fino a 12 coperti, in grado di macinare 14 litri d’acqua a ciclo per un consumo annuo di circa 4000 litri. Le migliori lavastoviglie in commercio, reperibili online su www.sceltalavastoviglie.it, sono anche silenziose e provviste di sensori anti-trabocco per evitare allagamenti in caso di guasto e di funzionalità digitali che consentono lo start da remoto.

Fra le lavastoviglie a libera installazione si possono scegliere fra gli ultimi modelli quelli di casa Beko, affidabili per l’ottimo rapporto qualità/prezzo, mentre se si preferisce un modello a incasso si suggeriscono le nuove macchine della Electrolux, ideali per chi cerca questa tipologia a prezzi bassi, sempre di classe energetica A+ per non gonfiare la bolletta e dotata di funzioni ‘brillantante’ per effetti ‘luce’ su bicchieri e cristalleria. Se poi c’è anche un sistema di sicurezza integrato, come l’Acqualock, allora non si può chiedere altro.

L’essiccatore per alimenti fra tradizione e innovazione

E’ nuovo ma viene da lontano. Parliamo dell’essiccatore per alimenti che è un elettrodomestico relativamente nuovo che fa cose antiche, come essiccare alimenti, frutta, verdure, ma anche carne e pesce che è un’attività quasi nata con l’uomo. La differenza è nel come. L’essiccatore per alimenti, infatti, ha introdotto un nuovo modo meccanico di fare questo tipo di prassi una volta affidata ai raggi del sole o al calore calmierato di un forno a legna. Essiccare funghi, prugne, pesce non è una cosa nuova, come teniamo a ribadire, ma questo nuovo modo di approcciarsi alla tradizione lo è, eccome.

Conosciamolo meglio, allora, questo utilissimo elettrodomestico che sta conquistando le nostre cucine. L’essiccatore per alimenti è un prodotto che tratta alimenti togliendo loro la quasi totalità della percentuale di acqua che contengono e ce li restituisce essiccati e disidratati. Per farne cosa? Per fare quello che si fa quando sono freschi ma con la differenza che si possono consumare anche fuori stagione e, soprattutto, senza bisogno di additivi o conservanti chimici. Ecco perché l’essiccatore fa bene alla salute e, contrariamente a chi vuole ghettizzarlo in ambito crudista, si possono tranquillamente ampliare i confini riconoscendo in questo moderno apparecchio non un modello di nicchia ma, più in generale, un prodotto utile a tutti, in grado di farci riscoprire sapori e tradizioni a tavola.

Ma quanto costa? La domanda è lecita e la risposta, pur non essendo univoca, è che non esiste una spesa standard, come in ogni elettrodomestico, ma in base alla tipologia e alle performance che la macchina è in grado di offrire, come è spiegato e illustrato meglio su www.essiccatoriperalimenti.it . In linea di massima, si può individuare un range che va da un minimo di 30 euro a un massimo di oltre 200 per i modelli semiprofessionali ma sempre ad uso domestico, se poi si ha in mente l’acquisto di un essiccatore professionale, magari in abbinamento a una start up aziendale, allora i costi schizzano su cifre a 3 zeri. Non si tratta certo dei modelli amatoriali, più che sufficienti per farci provare l’emozione di una nuova esperienza e i sapori dei cibi essiccati. Sul seguente articolo ulteriori informazioni sugli essiccatori professionali per frutta.

Perché la scelta del fornetto elettrico dipende dallo stile di vita dell’acquirente

Ma da quante angolature e prospettive va valutato un fornetto elettrico? Sembra facile, ma non sempre la scelta di un buon prodotto è così scontato, men che meno quando si tratta di un piccolo elettrodomestico per la cucina dalle cui prestazioni dipende il livello della buona tavola. Non potendo provarlo sul campo, non sempre è così semplice indovinare le performance di un buon fornetto, i modelli migliori competono alla pari o quasi con i tradizionali forni a incasso, ma come capire quali? Per un’indagine preliminare si consiglia di visitare il sito www.fornettomigliore.it, dove si potranno visionare i migliori modelli in commercio. Le tipologie in commercio sono fra le più svariate e differiscono per potenza, dimensioni, marche e prezzo. Quale scegliere? Per schiarirsi le idee si può partire dall’analisi di fattori come dimensioni, programmi e design. Ognuno ha a disposizione spazi diversi da destinare al fornetto, in base a quelli è già possibile effettuare una prima cernita. Di solito non bisogna scegliere un fornetto che rispetti le misure al millimetro, in quanto sono prodotti che necessitano di più spazio intorno, quindi la misurazione non dev’essere alla lettera ma consentire un margine di ariosità al servizio del fornetto, se si ha poco margine possono bastare anche una decina di centimetri. Ogni volta che si colloca in casa, specialmente in cucina, un nuovo elettrodomestico, nella fattispecie un fornetto elettrico, si dovrà sempre verificare che il luogo deputato ad accogliere il nuovo arrivato sia in prossimità di una presa di corrente, a meno che il fornetto non disponga di un cavo più lungo di quelli standard. Tutto il resto va rapportato all’acquirente e al suo stile di vita, se è un single che si accontenta di scaldare un hot dog o una fan de La Prova del Cuoco che vuole emulare i ricettari televisivi servendosi del fornetto. In tal caso la camera del fornetto dovrà adeguarsi alle voglie del compratore o compratrice, senza contare il numero di bocche da sfamare, una, dieci o più, per cenette particolari o ammucchiate culinarie. L’ampiezza della cavità di un fornetto rispecchia proprio le abitudini di chi l’acquista, se per una prima o seconda casa, per pizzate o arrosti misti, tutto ha un perché e anche in questo caso prima dell’acquisto servirà farsi delle domande e darsi delle risposte.

Idropulsore, modelli da bagno o portatili

Dimmi che idropulsore usi e ti dirò chi sei. Un’asserzione non lontana dal vero, perché a seconda di chi siamo e cosa facciamo avremo bisogno di un tipo particolare di idropulsore per una corretta igiene orale e dentale, sempre e dovunque. Se siamo tipi sedentari o abitudinari l’idropulsore ideale sarà quello da collocare stabilmente sul mobile bagno, più o meno grande a seconda della disponibilità di spazio. Al contrario, se ci spostiamo e viaggiamo spesso un buon idropulsore di taglia smart da portare in borsa o in valigia sarà quello che fa per noi, sempre pronto all’uso Niente paura, anche se si tratta di uno strumento relativamente nuovo il mercato abbonda di idropulsori di ogni tipologia e in tutte le fasce di prezzo e misure, come è bene esemplificato su www.sceltaidropulsore.it.  

Uno dei fattori da considerare al momento dell’acquisto è il suo contenitore, come si avrà avuto modo di vedere quando si va dal dentista gli idropulsori ad uso professionale sono dotati di serbatoi molto capienti, staccati dal corpo principale dello strumento. A differenza dell’idropulsore del dentista, quello domestico ha il serbatoio incorporato, di diverse dimensioni e con un numero di ugelli proporzionato alle esigenze del nucleo familiare, mentre l’idropulsore da viaggio sarà decisamente ‘mignon’, condensato e leggero da portare. Anche la potenza varia da modello a modello e si può regolare in più funzioni, anche antischizzo e massaggiante.

Quest’ultima è particolarmente apprezzata dagli utenti che vi trovano un beneficio per le gengive spesso infiammate. Il getto idrico in versione ‘soft’ dell’idropulsore, oltre a sfiammare la zona gengivale, lascerà una piacevole sensazione di fresco in bocca agendo più efficacemente di un comune spazzolino o filo interdentale. L’idropulsore è indicato per tutti, ma in particolare per persone che montano apparecchi ortodontici, che hanno bisogno di un’igiene orale difficilmente ottenibile con gli strumenti tradizionali, per chi è affetto da gengiviti per curare l’infezione e per soggetti con impianti dentali che hanno bisogno di un’igiene dentale più curata. Più in generale, l’idropulsore fa bene a tutti, in quanto ottimizza l’igiene rispetto al classico spazzolino o collutorio sfruttando la pressione dell’acqua per pulire a fondo i denti e tutto il cavo orale.

Microscopio, come rende visibile l’invisibile

L’essenziale è invisibile agli occhi, come diceva il piccolo Principe. Ma c’è un modo per vedere l’invisibile ed è il microscopio, uno strumento unico che fa vedere le particelle e i dettagli di un oggetto che sfuggono all’occhio, grazie al suo potere di ingrandimento. Mentre l’occhio umano riesce a percepire solo il visibile e i contrasti di luce focalizzando l’immagine nei dettagli quando la stessa è diffusa nella retina con il giusto angolo visuale, il microscopio ci fa vedere l’invisibile. Come? Il microscopio sfrutta la luce che filtra mediante un condensatore, attraversa il vetrino dove è stato posizionato il campione da analizzare, la luce viene poi catturata dall’obiettivo che, insieme alle lenti collocate nel tubo, focalizzano l’immagine dell’oggetto  che viene percepita dall’osservatore a una distanza di 250 mm circa dall’occhio.

Questo, in estrema sintesi, è il funzionamento di un microscopio semplice, ma in commercio esistono prodotti sia a livello amatoriale che per usi professionali di molti tipi, come si evince consultando il sito www.microscopiomigliore.it. Fra i vari tipi di microscopio in vendita, che assemblano linee per bambini, hobbisti, esperti e scienziati, c’è anche il microscopio composto, che presenta due lenti convesse in allineamento, una vicina all’oggetto da osservare (obiettivo) e l’altra prossima all’occhio (oculare) che permettono allo strumento di ottenere un ingrandimento a due stadi, perché sia l’obiettivo che l’oculare generano un ingrandimento dell’immagine.

Per esemplificare, se si usa un obiettivo da 10X e un oculare da 15X si avrà un ingrandimento complessivo pari a 150 X. Oltre ad essere ingrandita è necessario che l’immagine risulti chiara e questo non sempre avviene, ecco perché è consigliabile dotarsi di microscopi con una buona risoluzione in grado di ottenere una resa visiva quanto più possibile di qualità. A incidere sul potere di risoluzione di un microscopio sono i dischi percepiti come punti luce (fenomeno della diffrazione), questi dischetti concentrici consistono in piccoli cerchi sul piano dell’immagine e possono essere sia luminosi che bui. Più saranno piccoli e meno si sovrapporranno, più saranno nitidi i dettagli dell’immagine. Qui, però, siamo su un terreno scientifico, mentre il microscopio base è uno strumento alla portata di tutti, anche dei bambini.

Lavasciuga, i suoi 4 ‘assi’…nell’oblò

Sono quattro i fattori determinanti nella scelta di una buona lavasciuga, elettrodomestico che si rivela utilissimo soprattutto in ambienti con poco spazio, monolocali o bilocali dove non si ha un terrazzo per stendere i panni ad asciugare e, di conseguenza, una macchina che lava e asciuga ci migliora la qualità della vita. Dai primi rudimentali modelli la tecnologia ha fatto passi da gigante fino a inondare il mercato di modelli performanti in grado di abbinare la funzionalità a un pacchetto di programmi e optional che arricchiscono le prestazioni del prodotto, come si esemplifica su www.lavasciugamigliore.it. Lava come una normale lavatrice, con la differenza che dopo asciuga, una funzione supplementare che è il suo biglietto da visita distintivo e ne fa un apparecchio che assembla due macchine in una.

Il primo fattore è il pacchetto delle sue specifiche tecniche d’avanguardia, insieme ai sistemi di asciugatura a condensazione o a pompa di calore, il primo basato sull’impiego del vapore, la seconda incentrata sull’azione di una ventola posta sulla parte anteriore dell’oblò che ruota veicolando acqua calda per effetto di una resistenza elettrica che la mantiene a temperatura costante. Il secondo fattore si riferisce all’analisi dei prezzi che differiscono a seconda del tipo di lavasciuga con il suo corredo di programmi, marche e funzionalità accessorie, costi che non si riferiscono solo al prezzo di listino ma concernono, in maniera più ampia, il discorso dei consumi energetici e idrici legati al suo funzionamento.

Il terzo fattore da prendere in esame se si vuole acquistare una lavasciuga è il pacchetto di programmi che si porta appresso, intendendo con questa locuzione generica la facilità (o meno) di impostare i comandi, le sue opzioni, la possibilità o meno di un avvio automatico da remoto, la presenza o meno di sensori di sicurezza che innescano un autoblocco in caso di guasto o allagamento. Infine, quarto fattore di rilievo nella scelta del modello più giusto è valutare la capienza della lavasciuga, un cestello troppo piccolo non basterebbe a un nucleo familiare numeroso e anche il tentativo di ficcare nell’oblò chili di panni oltre misura non porterebbe a risultati apprezzabili perché la macchina ce li restituirebbe indietro gocciolanti. E non certo per colpa sua.

Perché saltare sul tappeto elastico fa bene al cuore

Capita spesso di trovare in un parco giochi un tappeto elastico che fa la gioia dei bambini, e non solo. In realtà, non tutti sanno che il tappeto elastico è uno sport olimpionico, che richiede tecnica, preparazione e allenamento costanti se si vogliono raggiungere risultati da podio. Al di là dell’utilizzo agonistico di questo particolare attrezzo, sta crescendo in misura esponenziale la domanda di mercato del telo da salto, anche perché oltre a far divertire i più piccoli presenta una serie di valori aggiunti che non tutti conoscono, grazie a una serie di benefici in campo psico-motorio. Saltare sul tappeto elastico fa molto bene ai bambini, a partire dai 3 anni, in quanto sviluppa i riflessi e i muscoli attraverso i rimbalzi indotti dal salto e l’atterraggio che ne consegue sulla piattaforma elastica.

Già di per sé questo è un beneficio per i nostri figli che non si chiederanno a cosa fa bene saltare sul telo ma, facendolo, ottimizzeranno la capacità di coordinamento nei movimento e favoriranno il loro sviluppo. Per i più piccoli il tappeto elastico trasmette senso di libertà, coraggio e intraprendenza e vedrete che l’adrenalina dei salti sul telo sarà preferita a un’ora di tablet o playstation, con buona pace di genitori e piccoli internauti. Ma non è uno spasso solo per bimbi, anche i grandi troveranno beneficio nell’avvicinarsi al tappeto elastico. Per gli adulti rimbalzare sul telo da salto, oltre a riportarli indietro nel tempo svestendosi dalle convenzioni e dai vincoli di conformismo, è un’attività salutare che fa ritrovare il senso della libertà e l’adrenalina dell’esercizio fisico, ma non è solo questo.

Infatti questo tipo di attività è una valida alternativa alla dieta se si è sovrappeso, in quanto è provato che saltare sul telo fa dimagrire se l’attività viene praticata costantemente, inoltre è un surrogato del fitness e del cardio-training, senza contare che è un antidepressivo naturale in quanto fa tornare il sorriso e la gioia di vivere. Una pratica assidua e abitudinaria sul telo da salto fa bene al cuore, in quanto è scientificamente dimostrato che funge da stimolo sul sistema cardiaco, in più tonifica il corpo e veicola l’ossigeno in tutto il corpo. Certo, la sicurezza prima di tutto, pertanto si consiglia sempre un acquisto oculato di prodotti certificati, a riguardo si rimanda su www.sceltatappetoelastico.it.

Affettatrici per tutti i cibi: non solo carni e insaccati ma anche verdure e frutta.

Le affettatrici elettriche domestiche sono una presenza sempre più diffusa nelle cucine italiane ma la loro forma dipende dal tipo di utilizzo che se ne fa e dal tipo di cibo che si vuole tagliare. Se è un uso sporadico si può scegliere un modelli domestico con misure ridotte tenendo conto di alcuni elementi come il motore meno potente, le lame più piccole e uno spessore di taglio meno vario rispetto alle macchine professionali.

Se vogliamo informarci sulle offerte presenti sul mercato e seguire i consigli per un acquisto ottimale, vi suggeriamo la lettura di questo sito https://miglioreaffettatrice.it.
Tra i tanti modelli di affettatrice elettrica domestica per salumi e insaccati, ce ne sono anche per le verdure che deve possedere caratteristiche universali: la ciotola del cibo tagliato deve avere una capienza di almeno 1,8 litri per preparare il pasto della famiglia.

Il motore deve essere potente e in media va dai 300 ai 500 W e il tubo di inserimento del cibo deve essere grande per non rendere problematico l’inserimento di frutta e verdure voluminose da triturare. Infine il sistema di chiusura della macchina deve essere perfetto per non correre il rischio di far proiettare il cibo all’esterno al momento dell’avvio del motore e delle lame.Valutate anche la presenza di pulsanti predisposti per regolare la velocità e il ritmo giusto per un taglio ideale.

Le affettatrici elettriche per frutta e verdura dette anche “macchine tritatutto” sono di diversi tipi e forme; alcuni modelli presentano una forma a ciotola rotonda. Sul coperchio hanno un’apertura – e alcuni modelli anche due – da cui va inserito il cibo da tagliare e da spingere fino alla lama grazie ad un apposito attrezzo; il motore sminuzza gli alimenti in pochi secondi grazie alla presenza di più lame che rendono più rapida la lavorazione.

Sono attrezzi che hanno un modesto ingombro e nonostante le molte funzioni sono piuttosto economici. In sintesi hanno una ciotola capiente, una lama per un taglio ottimale, un motore  potente e più lame con sagome diverse.

Gli aspiratori solidi-liquidi, cosa sono e a che servono?

Molto più che un classico aspirapolvere, l’aspiratore per solidi e liquidi svolge una doppia funzione. Ossia si impegna ad aspirare tutto ciò che anche un normalissimo aspirapolvere riuscirebbe (ovvero i solidi) e in più riesce a spazzare via anche i materiali allo stato liquido. Questo con un normale aspiratore sarebbe impossibile, e anzi potrebbe danneggiarne la struttura interna e lesionarlo prima del tempo. Per questo se siamo soliti avere a che fare con simili dinamiche sarà meglio fare un piccolo investimento e procurarci al più presto un aspiratore per solidi e liquidi. Sceglierne uno non è semplice, soprattutto se pensiamo alla gran mole di prodotti presenti sul mercato, ma è comunque possibile farlo grazie ad alcune dritte riportate di seguito o sul sito linkato in precedenza.

Come abbiamo detto in commercio sono presenti svariati modelli di aspiratori solidi-liquidi, e per riuscire a fare un acquisto mirato e intelligente dobbiamo tenere a mente alcuni fattori da analizzare. Primo fra tutti è l’ingombro dell’apparecchio. Questi sono strumenti abbastanza grandi, e dobbiamo valutare bene lo spazio che abbiamo per poterlo riporre prima di avventarci a prenderne uno di dimensioni spropositate.

Essendo così grande è normale che ha un peso non indifferente. Chi lo dovrà poi maneggiare – spesso anche quotidianamente – dovrà rendersi conto che avrà a che fare con un articolo di almeno 4-5 kg. Trascinarlo in giro per la casa senza l’ausilio di almeno un paio di ruote sotto la struttura sarebbe quindi quasi impossibile. Attenzione perciò anche alla base, via libera a ruote e altri metodi di trasporto, no categorico per quei prodotti che ne sono sprovvisti. Perfino l’impugnatura in questo senso gioca un ruolo fondamentale, e ci permette di manovrare al meglio l’aspiratore se questa è ergonomica e ci consente una presa ben salda – in caso contrario meglio lasciar perdere.

Sempre in vista dello stesso obiettivo, ovvero trascinarlo comodamente in giro per la casa, dovremo badare anche alla lunghezza del cavo. Se questo è troppo corto potrebbe impedirci di muoverci liberamente, spesso anche lasciando delle zone scoperte. La capienza del serbatoio inoltre ci permette di capire quanta autonomia avrà l’articolo, prima di doverlo svuotare dai detriti accumulati.

Come pulire la piastra per capelli

Come qualunque tipo di elettrodomestico, pure la piastra per capelli ha bisogno di un po’ di manutenzione, difatti, con il suo utilizzo nel tempo. Sul sito , utili informazioni a riguardo.

La manutenzione della piastra per capelli.

Non soltanto la polvere, ma pure residui di prodotti per lo styling come gel, spume, lacche e spray, potrebbero accumularsi sulle placche, e rischiare di non mantenere l’apparecchio in uno stato buono, compromettendo non soltanto il suo funzionamento, ma pure la salute dei propri capelli.

Soprattutto se utilizzata ogni giorno, la piastra per capelli dovrebbe essere pulita una volta al mese almeno. Ecco come fare.

Innanzitutto occorre passare un panno imbevuto in acqua tiepida sulle placche fredde,  ponendo molta attenzione, qualora il rivestimento sia in ceramica, a non andare ad insistere eccessivamente, perchè la ceramica è un tipo di materiale che tende a graffiarsi con tanta facilità.
Inoltre, andrebbe rimosso lo sporco ostinato, che risulta essere difficile da raggiungere, andandosi a servire dell’utilizzo di un cotton fioc asciutto.
Va anche igienizzato il panno che inizialmente è stato adoperato con una o due gocce di alcool etilico denaturato, e passato sulle placche in modo da poterle rendere lucide, togliendo eventuali residui di sporcizia.
Infine, la piastra dovrà essere asciugata in modo accurato mediante l’utilizzo di un panno asciutto, trattando non soltanto le placche, ma pure gli angoli ed i bordi. Prima di un nuovo uso, sarà poi opportuno  potersi assicurare che la piastra per capelli sia completamente asciutta.

In particolare per i modelli più innovativi ed anche più sofisticati, ovviamente si tratta di modelli di ultima generazione che propongono piastre longeve e molto attente alla salute dei capelli, c’è bisogno di un’accurata pulizia della piastra in seguito al suo utilizzo nel tempo, proprio per garantire che questa continui a funzionare a lungo termine.

Per evitare quindi, che tale apparecchio, come qualunque elettrodomestico possa essere soggetto ad usura e vada sostituito periodicamente, un’accurata manutenzione e pulizia, consentirà di utilizzare nel tempo tale strumento.

Il passare continuo della piastra sulla chioma per far sì che assumano la forma desiderata, insieme alle alte temperature delle placche, contribuisce a logorare la stessa piastra. Ciascuna passata comporta che la cheratina ed anche gli oli presenti naturalmente sui capelli si vadano a depositare sull’apparecchio. In modo analogo, i residui di prodotti per lo styling tipo spume oppure spray  si vanno ad accumulare sulle placche calde, provocando danni alla piastra.

Con il passar del tempo, di fatti, tali sostanze formeranno una patina che, a lungo andare non permette una uniforme distribuzione del calore sulle placche, e questo oltre a compromettere la funzionalità della piastra, rischia pure di rovinare i capelli.

Tipologie di robot lavapavimenti

Per poter effettuare una scelta adeguata del robot lavapavimenti, occorrerà certamente cominciare dalle esigenze e priorità di base e solo dopo averle studiate si potrà eseguire una scelta.

Sul sito www.guidarobotaspirapolvere.it tante utili guide con tutte le caratteristiche ed informazioni sui robot lavapavimenti.

La suddivisione dei robot lavapavimenti.

In genere si distinguono tre differenti tipologie dirobot lavapavimenti con funzioni di base:

  • alcuni hanno solo modalità di lavaggio a secco, ossia non impiegano lʼacqua così da pulire le superfici. La dotazione di spazzole potenti consente in tal caso di poter provvedere ad eliminare tutto lo sporco.
  • Altri robot invece presentano al contempo le modalità a secco e a umido, potendo dunque pulire i pavimenti pure con lʼacqua oltre che con i panni che consentono di lucidare. In tal caso la polvere sarà eliminata dal robot andando a seguire varie traiettorie tanto precise. Se si desidera una pulizia più profonda, si potrà impostare il lavaggio a umido che usa un panno umidificato. Un modello di tale genere è capace di eliminare non soltanto lo sporco, ma pure i capelli ed i peli di animali, oltre alla lucidatura dei pavimenti.
  • Nel terzo gruppo sono invece inclusi i robot disponenti delle funzioni diaspirapolvere e lavapavimenti congiunte, che vengono indicati come combinati. Sono quelli più completi a livello funzionale, ma pure i più costosi fra quelli presenti sul mercato. Le funzioni primarie di cui potrebbero disporre sono relative all’aspirazione di briciole e di polvere, ed anche lavaggio e asciugatura dei pavimenti, garantendo un livello di pulizia integrale.

quando si decide di acquistare un robot lavapavimenti è bene riflettere bene su quelle che sono le proprie esigenze personali e che risultato si intende ottenere ed in particolare quali sono le caratteristiche che differenziano un modello da un altro.

Le vere diversità che si rivelano capaci di scavare il solco fra un modello e l’altro vengono rappresentate dagli aspetti sui quali si differenziano. Si tratta quindi, di elementi non trascurabili, quali la durata della batteria oppure la dimensione del serbatoio incaricato di provvedere a raccogliere lo sporco.
Prima di dover procedere all’eventuale acquisto è opportuno pensare dunque,con tanta attenzione a ciò che si vorrebbe avere dal robot lavapavimenti. Per farlo si potrebbe provvedere a dar vita ad un elenco di punti capaci di poter semplificare il compito ed impedire così di eseguire una scelta errata, magari andando a spendere più dell’occorrente o comprando un dispositivo che non dispone di funzioni importanti.

Come scegliere un forno a microonde

Quando si decide di voler acquistare un forno a microonde, anche se ormai tale scelta è fatta da gran parte delle persone che utilizzano una cucina, è bene non sottovalutare degli aspetti importanti da dover valutare, come il materiale usato, la capacità interna, la potenza e perchè no, l’estetica. Tante utili informazioni ed importanti guide relative ai forni a microonde disponibili sul sito www.guidafornoamicroonde.it.

I fattori che distinguono un microonde da un altro.

Certamente non bisogna sottovalutare il materiale con cui viene realizzato il forno a microonde, sia esternamente che internamente. Certamente, occorrerà preferire i modelli in acciaio inox, che difatti, rappresentano la migliore scelta possibile in considerazione pure della loro robustezza, l’alta resistenza alla corrosione e la facile pulizia.
Fra l’altro le rifiniture in acciaio degli elettrodomestici concorrono a rendere molto piacevoli e moderni gli ambienti laddove sono collocati.

Dal punto di vista estetico invece, sarà possibile la scelta del a microonde in due differenti versioni: una da tavolo ed una da incasso.
La scelta è legata pure alla dimensione dell’ambiente laddove sarà collocato il forno. Se lo spazio disponibile sarà minimo, un microonde da incasso rappresenta certamente la migliore soluzione, ma se l’ambiente lo permette, la versione da tavolo è certamente una perfetta scelta che consente un risparmio sul prezzo di acquisto visto che i modelli da incasso hanno, a rispetto a tale versione, un prezzo maggiore.

Un aspetto rilevante da considerare nel valutare i modelli migliori dei forni a microonde per le più comuni dimensioni, sarà sicuramente il livello di potenza il cui valore maggiore sarà la velocità di cottura del cibo. Un microonde con 1000 Watt che ha una capacità interna di 24-28 litri, rappresenta una perfetta combinazione per poter garantire elevate prestazioni dal punto di vista qualitativo della cottura dei cibi.

La scelta di un microonde, dunque comporta la valutazione di diversi fattori, che differenziano un modello rispetto altri e naturalmente, in base alle sue caratteristiche, varierà pure il prezzo di acquisto.

La cottura eseguita in modo rapido grazie all’utilizzo del forno a microonde,  garantita  appunto dal sistema a microonde, permette un elevato risparmio energetico e quindi un notevole risparmio economico. Nell’ultimo decennio, la tecnologia applicata ai sistemi di cottura a microonde ha subito una grande evoluzione al punto da proporre in commercio, forni a microonde che per le relative caratteristiche consentono la cottura degli alimenti realizzando gli stessi risultati, ed anche migliori, dei tradizionali forni elettrici che si usavano in passato in modo esclusivo.

 

Come sbiancare i denti gialli

Gli spazzolini elettrici che sono oggi sul mercato, hanno in previsione modi di pulire studiati di proposito per poter soddisfare le esigenze di  chi necessita contrastare l’ingiallimento dei denti e andare a rimuovere le macchie superficiali che derivano da fumo, caffè oppure vino rosso. Sul sito www.guidaspazzolinoelettrico.it tante utili informazioni sull’uso dello spazzolino elettrico.

Come funzionano gli spazzolini elettrici sbiancanti

Per quanto riguarda il funzionamento degli spazzolini elettrici sbiancanti , sono due gli strumenti ad hoc mediante i quali agiscono questi prodotti sul mercato, ossia:

-testine specifiche;
-programmi White.
In relazione alle testine degli spazzolini elettrici sbiancanti, nella varietà di tali accessori che sono disponibili sul mercato ce ne sono alcuni presentanti spugnette lucidanti oppure setole gommate per avere lo sbiancamento, e pure la loro forma aiuta  per contrastare le macchie dentali di ciascuno realizzando l’obiettivo di una pulizia più efficace ed anche mirata a contrastare l’ingiallimento.

Nel caso in cui le testine non fossero sufficienti, prima di rivolgersi al proprio dentista di fiducia per realizzare lo sbiancamento professionale in studio si potrebbero scegliere i noti programmi White, ossia specifici programmi di pulizia che sono montati su determinati modelli presenti sul mercato che consentono allo spazzolino elettrico di cambiare la velocità delle setole così da poter sbiancare e lucidare in modo profondo la superficie dentale, con un leggero prolungamento dei tempi complessivi riservati per lo spazzolamento di ciascuna zona.

E’ importante ricordare che esistono vari rimedi per la prevenzione e cura dell’ingiallimento dentale, c’è chi consiglia l’aggiunta al dentifricio di bicarbonato al limone, per combattere quelle fastidiose macchie, ma ad essere il migliore strumento che si ha a disposizione sarà lo spazzolino da denti, che se utilizzato in modo corretto e regolare è capace di eliminare le macchie grazie all’azione meccanica delle setole sui denti.

Ovviamente prima di acquistare prodotti da usare per lo sbiancamento dei denti, è importante conoscere le ragioni che provocano l’ingiallimento dei denti, dovute magari ad eventuali vizi legati alle proprie abitudini quotidiane, fra quelle più diffuse che generano l’ingiallimento dentale ci sono: l’assunzione di bevande alcoliche, quali vino oppure bibite gassate, caffè oppure tè.  Da non sottovalutare l’assunzione di determinati cibi che vanno a compromettere la bellezza e il nitore del proprio sorriso, come cioccolato, liquirizia ed anche caramelle, e poi c’è il fumo naturalmente, contenente sostanze producenti le macchie e l’ingiallimento della superficie dei denti andando a penetrare lo smalto fino a corroderlo.

Quindi, una corretta alimentazione ed un’accurata igiene orale permetteranno al proprio sorriso di essere splendente e di mostrare i propri denti liberamente.

Ricette per cucinare il pollo con la pentola a pressione

Il pollo è gradito da gran parte dei buongustai, ma la sua cottura è piuttosto lunga, per una pietanza molto semplice come questa tipologia di carne bianca. Ecco, quindi  su  questo sito www.pentola-pressione.it gustose e semplici ricette e tante utili informazioni su come cucinare con la pentola a pressione.

Ricette gustosissime per preparare il pollo in pentola a pressione.

Una semplice ricetta è quella per cucinare il pollo al limone e olive nere in pentola a pressione, ecco gli ingredienti:

-1 kg di pollo tagliato a pezzi;

-1 limone a spicchi;

-succo di limone;

-1 cucchiaio di olive nere;

-2 spicchi di aglio;

-1 bicchiere di vino bianco;
-3 cucchiai di olio extravergine di oliva;
-1 bicchiere di acqua;

-2 rametti di rosmarino
-sale;

-pepe.

Per la preparazione occorrerà schiacciare gli spicchi d’aglio ed aggiungerli alla pentola con l’olio.
Quando saranno dorati, si aggiungeranno i pezzi di pollo e li si farà dorare per circa 10 minuti, continuando a mescolare.
In seguito si aggiunge il sale ed il rosmarino.
Successivamente si versa sul pollo il vino e lo si lascia sfumare e unire il bicchiere di acqua.

E’ bene prestare attenzione che il petto di pollo non stia nel fondo ma in alto a differenza degli altri pezzi, in seguito togliere l’aglio e chiudere la pentola mantenendola a fuoco alto , la si manda in pressione, poi si abbassa la fiamma e si procede con la cottura per quasi 10 minuti dal fischio.
Terminato il tempo, si lascerà far uscire in modo lento il vapore e si controlla che il pollo sia ben cotto. Per fare ciò, bisognerà punzecchiare con una forchetta le parti maggiormente spesse. Il liquido che uscirà dovrà essere molto chiaro.
Infine si toglierà dalla pentola e si servirà su di un piatto da portata, con l’aggiunta delle olive e degli spicchi di limone per guarnire.

Ricetta per il pollo alla cacciatora in pentola a pressione

Ingredienti :

-1 kg di pollo tagliato a pezzi;
-1/2 barattolo di passata di pomodoro;

-1 cipolla;

-1 costa di sedano;
-2 carote;
-1 manciata di funghi;

-olio;

-sale;

-pepe;

– rosmarino a piacere

Per la preparazione occorrerà lavare e tagliare le verdure ed aggiungerle nella pentola a pressione.
Chiudere la pentola, mandarla in pressione  a fuoco alto, in seguito abbassare la fiamma e continuare con la cottura per quasi 15 minuti dal fischio.
Controllare la cottura aprendo con cautela il coperchio. Se ci fosse eccessivo liquido delle verdure, far cuocere per qualche altro minuto con fuoco moderato.

Grazie all’utilizzo della pentola a pressione sarà dunque più veloce cucinare gustosi piatti per deliziare il palato.